martedì 19 luglio 2011

Figlie di Sardegna

È davvero strano, non mi sono mai sentita molto legata a questa terra anche se divido con essa la metà della mia mappa genetica. Per me è sempre stato un posto di mare come un altro. Certo acqua da far invidia a tutto il mondo, clima perfetto, ma per me, che non amo il mare un posto decisamente inutile. È stato un caso, grazie ad una nonna che non ho mai conosciuto, che ho deciso di scavare un pochino più a fondo della sabbia diamantina che circonda quest'isola. Infatti posso vantarmi di dire di discendere da gente che il paganesimo non l'ha dimenticato, è vivo, nelle campagne, fra le montagne e sulla costa. Basta semplicemente aprire un poco gli occhi, spendere due parole con qualche anziana signora ( e qualche euro di più per un libro) ed ecco che ridici non sono state estirpate. C'è solo una piccola pecca. Per accedere a questo mondo segreto devi saperlo guardare con occhi di donna, gli altri non sono ammessi. Allora forse si potranno cominciare a scorgere colorati nastri fra i fiori dorati di Elicriso, forse si potrà cominciare a notare le bacinelle di acqua ed olio su gli usci delle case vecchie come il vento ce scompiglia i capelli scuri e boccoluti della Sardegna. Quest'isola è donna ed in quanto tale non si dimentica delle sue dee e delle sue figlie.
Dorilys

2 commenti:

  1. Il "sangue" non mente, fosse anche l'inezia più trascurabile qualcosa alla fine salta fuori... Forse solo chi è completamente e totalmente sradicato può dirsi immune.

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  2. Credo che alla fine anche chi può dirsi "immune" alla fine come dici tu salta sempre fuori. :)

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