I Poemi
runici sono tre componimenti poetici,
nei quali vengono esplicate tutte
le rune dando un’interpretazione in chiave poetica.
I poemi
runici conosciuti sono tre: Anglo-Sassone, Norvegese ed Islandese. Il poema
Norvegese e quello Islandese è composto da una lista di 16 rune che compongono
quello che viene chiamato futhark giovane, in uso dall’800 d.C. Mentre quello
anglosassone elenca una sequenza di 26 rune.
In tutti e tre i componimenti è possibile riscontrare delle similitudini
nonostante siano composti in modo differente. Inoltre le poesie forniscono
indicazioni sul paganesimo norreno e anglo-sassone, nonostante alcuni
riferimenti al cristianesimo.
Un altro
elenco di rune è possibile trovarlo nel Nordmannicum
Abecedarium, manoscritto risalente al IX secolo, ma questo componimento non
può essere giudicato un’opera in poesia, o in tal caso ci sono numerose fonti
di discussioni a riguardo.
E’ stato
ipotizzato che lo scopo di questi poemi sia prettamente mnemonico, ovvero
dovevano fornire una guida per l’apprendimento dell’alfabeto e del suo
significato.
Poema
Inglese (anglo sassone)
Così
come lo conosciamo, questo poema è stato redatto nel secolo VIII o IX,
conservato fino al X secolo con il nome di Cotton Otho BX, 165°-165b,
conservato alla biblioteca di Cotton, Londra. Nel 1731, il manoscritto andò
perso insieme a molti altri per causa un incendio avvenuto nella biblioteca. Fortunatamente,
George Hickens, nel 1705 lo copiò, fornendo una delicata basa sulla quale
vennero pubblicate tutte le future edizioni.
Però la copia di Hickens era leggermente differente dal poema originale,
infatti lo ricopiò in prosa, dividendo il componimento in 29 strofe (stanze),
per cinque rune , wen, hægl, Nyd, Eoh e Ing, Hickens fornisce cinque
varianti, illustrate su una lastra di rame nel manoscritto. E’ anche
presente una runa senza nome, insieme ad altre due rune in più, chiamate: stan
e gar.
Van Kirk Dobbie, afferma che questa sequenza non
sia stata presente nel manoscritto originale di Cotton, ma che è possibile che
la disposizione del poema Ango-Sassone sia del tutto simile a quello Norvegese
ed Islandese.
Poema
Norvegese
Il poema
norvegese ci è pervenuto da un manoscritto del XVII secolo, copia di un
manoscritto andato perduto del XII secolo. Il poema è composto da una metrica
chiamata, skaldic, che segue una
forma di questo tipo: nella prima riga è presente un modello del genere:”(nome
runa)(copula)X” mentre nella seconda rima è scritta in rima una spiegazione
della runa.
Poema
Islandese
Il poema
islandese ci perviene da i quattro
manoscritti Arnamagnæan, dei quali quello più antico è datato tardo XV secolo.
Il poema runico islandese è stato definito il più equilibrato, comprendo anche il Nordmannicum
Abecedarium, ed è stato confrontato ai versi ljóðaháttr.
Abecedarium
Nordmannicum
Redatto
nel IX secolo, è il primo catalogo noto dei nomi delle rune, anche se non
contiene definizioni, sono mostrate gran parte delle rune della Germania e
alcune rune anglosassoni. Il testo è registrato nel Codex Sangallensis 878,
depositato nell’abbazia di San Gallo, ma si pensa che potrebbe venire da Fulda,
in Germania.
Fonte: Liberamente
tradotto da Wikipedia.
Prossimamente
esporrò entrambi i tre poemi con la traduzione in Italiano. L’articolo è in
aggiornamento.

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