sabato 8 ottobre 2011

Poemi Runici


I Poemi runici sono tre componimenti poetici,  nei quali  vengono esplicate tutte le rune dando un’interpretazione in chiave poetica.
I poemi runici conosciuti sono tre: Anglo-Sassone, Norvegese ed Islandese. Il poema Norvegese e quello Islandese è composto da una lista di 16 rune che compongono quello che viene chiamato futhark giovane, in uso dall’800 d.C. Mentre quello anglosassone elenca una sequenza di 26 rune.  In tutti e tre i componimenti è possibile riscontrare delle similitudini nonostante siano composti in modo differente. Inoltre le poesie forniscono indicazioni sul paganesimo norreno e anglo-sassone, nonostante alcuni riferimenti al cristianesimo.
Un altro elenco di rune è possibile trovarlo nel Nordmannicum Abecedarium, manoscritto risalente al IX secolo, ma questo componimento non può essere giudicato un’opera in poesia, o in tal caso ci sono numerose fonti di discussioni a riguardo.
E’ stato ipotizzato che lo scopo di questi poemi sia prettamente mnemonico, ovvero dovevano fornire una guida per l’apprendimento dell’alfabeto e del suo significato.


Poema Inglese (anglo sassone)
Così come lo conosciamo, questo poema è stato redatto nel secolo VIII o IX, conservato fino al X secolo con il nome di Cotton Otho BX, 165°-165b, conservato alla biblioteca di Cotton, Londra. Nel 1731, il manoscritto andò perso insieme a molti altri per causa un incendio avvenuto nella biblioteca. Fortunatamente, George Hickens, nel 1705 lo copiò, fornendo una delicata basa sulla quale vennero pubblicate tutte le future edizioni.  Però la copia di Hickens era leggermente differente dal poema originale, infatti lo ricopiò in prosa, dividendo il componimento in 29 strofe (stanze), per cinque rune , wen, hægl, Nyd, Eoh e Ing, Hickens fornisce cinque  varianti, illustrate su una lastra di rame nel manoscritto. E’ anche presente una runa senza nome, insieme ad altre due rune in più, chiamate: stan e gar.
Van Kirk Dobbie, afferma che questa sequenza non sia stata presente nel manoscritto originale di Cotton, ma che è possibile che la disposizione del poema Ango-Sassone sia del tutto simile a quello Norvegese ed Islandese.


Poema Norvegese
Il poema norvegese ci è pervenuto da un manoscritto del XVII secolo, copia di un manoscritto andato perduto del XII secolo. Il poema è composto da una metrica chiamata, skaldic, che segue una forma di questo tipo: nella prima riga è presente un modello del genere:”(nome runa)(copula)X” mentre nella seconda rima è scritta in rima una spiegazione della runa. 


Poema Islandese
Il poema islandese ci perviene  da i quattro manoscritti Arnamagnæan, dei quali quello più antico è datato tardo XV secolo. Il poema runico islandese è stato definito il più equilibrato, comprendo anche  il Nordmannicum Abecedarium, ed è stato confrontato ai versi ljóðaháttr.


Abecedarium Nordmannicum
Redatto nel IX secolo, è il primo catalogo noto dei nomi delle rune, anche se non contiene definizioni, sono mostrate gran parte delle rune della Germania e alcune rune anglosassoni. Il testo è registrato nel Codex Sangallensis 878, depositato nell’abbazia di San Gallo, ma si pensa che potrebbe venire da Fulda, in Germania.

Fonte: Liberamente tradotto da Wikipedia.

Prossimamente esporrò entrambi i tre poemi con la traduzione in Italiano. L’articolo è in aggiornamento.

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