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giovedì 21 luglio 2011

Assafoetida

Questa resina dall'odore decisamente sgradevole è ottima nei rituali di esorcismo e di protezione. Spesso utilizzata riferendosi ai pieni eterici. In Eritrea si usa metterla sotto i letto dei bambini per far sì che non possano essere rapiti dagli spiriti maligni.
Acquistarla è stata davvero difficile, sicuramente da usare con parsimonia, ma mi rendo conto che per quanto mi riguarda sta diventando un "must have".
L'unica che pecca è che non solo mi ha appestato la borsa per quei 15 minuti di macchina, ma mi ha anche appestato i vestiti e le lenzuola del letto, tutto questo semplicemente stando dentro una bustina di plastica, che continua a puzzare anche chiusa in un barattolo ermetico.
L'odore sembra reincarnare tutto ciò che c'è di cattivo al mondo, fra cui: uovo marcio, cadavere, pesce marcio, aglio (ovviamente marcio), pepe, zolfo...
...E ogni volta che la sento ne trovo una nuova sfumatura....

martedì 3 maggio 2011

Stang - Strumento ed Altare rituale


Lo Stang è un bastone triforcuto utilizzato come altare portatile, l’unico che tratta di questo strumento è Robert Cochrane.
Lo Stang rappresenta l’albero della vita, intorno al quale, gli antichi pagani danzavano (may pole). E’ la colonna portante dell’Universo (Axis Mundi). E’ le sacre corna del Dio-Sciamano Cernunnos signore della flora e della fauna.
Se si possiede uno Stang generalmente non si ha bisogno d’altro per ritualizzare; è un altare ed uno strumento rituale in una volta sola.
Nelle culture paleolitiche pare che le corna degli animali avessero grande potere e donavano all’animale che le portava un livello maggiore di potere essendo esse sia strumento d’attacco e da difesa. Famose sono le pitture di Lescaux nel quale è possibile vedere la riproduzione di molti animali da branco con le corna.
La forca, oltre ad essere strumento degli Dèi, può anche essere strumento di uso quotidiano, infatti nelle tradizioni popolar spesso gli strumenti di potere sono gli strumenti di uso comune, come la forca usata dai contadini.
Il bastone richiama anche il simbolo del membro maschile simbolo di potere per tutte le culture e molto utilizzato in esoterismo.



Lo Stang è uno strumento da utilizzare prevalentemente all’aperto, al chiuso è possibile utilizzare lo Stang interiso in uno vaso di terra che può essere sostituita a seconda del rituale che si svolge e raccolta in luoghi differenti.
Lo Stang rappresenta la conduttività essendo esso la raffigurazione dell’albero del mondo e come tale, conduce la linfa vitale dalle radici fino alle fronde più alte e viceversa.
Lo Stang è la porta fra i mondi; dal quale è possibile invocare le divinità, lasciando offerte alla base dello Stang o tracciando il sigillo della divinità da invocare. In aggiunta è possibile suonare uno strumento o intonare una preghiera. 

Beltaine 2011- Stang realizzato da me

Lo Stang può anche essere usato come porta per sé stessi durante un viaggio sciamanico; quindi adornarlo di tutto ciò che può servire prima di un viaggio, senza dimenticare che tutto quello che è presente qui, è presente in altri piani.
Lo Stang è associato anche alla conocchia che si usa per filare, così quindi come si crea un filo si crea un incanto. Si può far passare un filo intorno allo Stang in modo che rappresenti l’anima da tessere o l’incanto da creare, o ancora, l’obbiettivo che si vuole raggiungere.
Il tema della tessitura richiama anche figure divine come le Parche  greche o le Norne nordiche, da qui è possibile intuire a cosa può servire tale strumento.


Decorare lo Stang

Dettaglio del mio Stang con sigilli runici
Secondo Cochrane lo stang dev’essere di legno di frassino, con inserito un chiodo alla base del bastone e due frecce incrociate allo snodo dei rami, unite da una ghirlanda.
Secondo Sarah Lawless, lo Stang può essere di qualsiasi legno può anche essere un semplice bastone al quale viene attaccato sopra un teschio di bovide o cervide. 
 
Fra le biforcazioni alcune streghe usano inserire un chiodo per poter infilare una candela. La decorazione è personale, possono essere incisi simboli e sigilli, oppure appendere simboli ed ossa rituali, fra i rami dello Stang, oppure scrivere delle preghiere in diversi alfabeti.

Invocare un Caim

In Galles, Scozia ed Irlanda, i Caim sono spiriti di protezione, i quali si possono invocare per chiedere protezione durante un rituale. Con lo Stang è possibile invocare un Caim tenedo lo strumento nella mano destra, puntando dritto ad est e tracciando un cerchio in senso orario. Nel farlo è possibile intonare una preghiera, come la seguente che ha origine irlandesi.


“May You be a bright flame before me,
May You be a guiding star above me,
May You be a smooth path below me
And a loving guide behind me.
Today, tonight and forever

Trad. Italiana:

“Chet u possa essere fiamma luminosa davanti a me,
Che tu sia la stella polare mia guida sopra di me,
che tu sia il cammino facile sotto i miei piedi,
e ( che tu sia) una guida amorevole dietro di me.
Oggi, stasera e per sempre.


Liberamente tradotto da: How to use a Stang by the Witch of Forest Grove. I want to give a special thanks to Sarah  for the info about the Stang and for her blog. Grazie!

domenica 24 aprile 2011

Introduzione alla Stregoneria Tradizionale

Il dizionario della lingua italiana cita:” Stregoneria: 1-L’arte delle streghe e degli stregoni. 2-Operazione magica compiuta ai danni di qualcuno”. 

Queste due definizioni sono assai discutibili. La prima, è pressoché ovvia, colui che pratica la stregoneria è una strega se femmina, stregone se maschio. La seconda, per molti potrebbe essere un’offesa, per altri, come me è una definizione culturale della figura che la parola “strega” incarna. Dunque, cosa è la stregoneria e chi la pratica, come, perché?
La stregoneria, è essenzialmente, un insieme di pratiche di magia popolare attuabili alla vita quotidiana. Le streghe, coloro che praticano la stregoneria, sono donne che conosco bene il potere di tutti gli oggetti di  uso quotidiano.  Ormai l’ideale di Stregoneria è stato fortemente deviato dagli studi di antropologi dello scorso secolo, come Gerald Gardner, quando c’è da precisare che l’antropologia era una disciplina appena nata. Oggigiorno nella mente di molti, le streghe sono: figli dei fiori nati tardi, dediti ai buonismi e stupidaggini new age, oppure, persone che non hanno assolutamente niente da fare nella loro vita che passarla ad adorare il Diavolo e dedite a varie esperienze sataniche.  La stregoneria non è niente di tutto ciò, le streghe non sono niente di tutto ciò. La stregoneria è prima di tutto uno stile di vita, benché nella pratica stregonesca viene spesso attribuito una componente divina, non tutte le streghe praticano la stregoneria seguendo la stessa religione.  Essendo la stregoneria una filosofia di vita, essa è adattabile alla filosofia spirituale.

Il mito della Vecchia Religione
Ormai il termine “vecchia religione” è associato alla wicca o ancora peggio ed una alternativa semplice per distaccarsi dalla filosofia wicca e dare un tono più serio alla propria fede. In realtà il termine Vecchia Religione è stato impropriamente usato per definire una tradizione popolare dedita al culto di divinità pagane, o comunque forme di tradizione spirituale delle campagne. L’associazione alle divinità pagane è venuta dal fatto che, la gente di campagna vivendo a stretto contatto con la Natura, è soggetta alle sue leggi ed ai suoi moti, tanto che ne onorano gli Spiriti. Da qui, all’associazione di divinità prettamente legate alla natura come il dio celtico Cernunnos, è breve. Questo è stato il grande ragionamento quando ha tentato di ritrarre fuori una pseudo religione italiana definendola appunto Vecchia Religione. Ma quanto c’è di vero negli scritti di Leland?
Le fonti non accertano dell’esistenza di nessuna società di Diana, ne quanto meno di un culto della dea Aradia, infatti l’opera di Leland:” il vangelo delle streghe” che spesso viene interpretato come un vero e proprio vangelo cristiano, è un documento che andrebbe analizzato in diversi livelli e non letto come mera favola. Il Vangelo descrive la società contadina dell’epoca, non saprei spiegare se per semplicità o per ermetismo che Leland abbia scritto di un culto del quale le fonti negano l’esistenza. Però,  il grosso errore di Leland anche se probabilmente non era sua intenzione, è stata quella di creare una branca che aveva la presunzione di scostarsi dalla wicca, quando non è soltanto che una copia. Questo perché molto spesso gli argomenti sono stati affrontati in modo superficiale e pressappochista.
Di fatto, la vecchi religione non esiste. Il culto di Diana, Aradia e Lucifero è una metafora per parlare di altro. Questo Leland probabilmente lo sapeva, ma la massa sicuramente non lo sa.


Tradizioni e Culti
La Stregoneria, almeno in Italia vanta di moltissime pratiche differenti che possono variare da regione a regione, queste pratiche sono ben analizzate nel libro:”Stregoneria in Italia” di Andrea Romanazzi. L’autore ha diviso per argomenti ogni capitolo del libro analizzando cosa rappresentassero per la società e descrivendo alcune pratiche di precise regioni.
Una massima Wicca cita:”Fa’ ciò che vuoi ma non danneggiare nessuno”. Chi segue questa filosofia di vita, è chiaro che non è adatto per seguire una filosofia di vita improntata sulla Stregoneria. Con questo non voglio dire che la Stregoneria è dedita a far del male al prossimo, ma bensì la pratica della stregoneria ci aiuta ad ottenere quello che ci manca. Per citare Dragon Rouge:” La strega è responsabile delle sue azioni e ne deve rendere conto solo alla sua coscienza” questo non vuol dire che l’unica regola è l’anarchia totale, ma si presume, che la strega conosca i valori, sia saggia, e sappia come usare al meglio le sue doti. I buonismi non fanno parte della filosofia della stregoneria, così come non né fa parte l’avarizia, l’invidia e così via dicendo.
Nell’iconografia e nell’immaginario della massa la strega è colei che passa il tempo a rimestare il calderone per avvelenare qualcuno. Benchè il calderone abbia un valore alchemico importante, la strega è molto di più, la strega è: conoscenza, ricerca, esperienza, pratica, filosofia, ragionamento, confronto, comprensione, umiltà e perseveranza. Non si può essere streghe senza conosce, non si può essere streghe avendo la presunzione che qualche libro e internet possano bastare. La strega è colei che ricerca la stregoneria per il resto della sua vita. La strega è una sapiente. 

Le tradizioni pagane e la caccia alle streghe
Strettamente associabili alla stregoneria sono le tradizioni pagane, esse per spiritualità sono legate al culto della Natura, di conseguenza con l’avvento del Cristianesimo, tutto ciò che era pagano e quindi legato alla Terra, divenne eresia. Ma qui c’è da dire moltissimo. La caccia alle streghe non fu solamente una caccia spietata verso le donne di ogni estrazione sociale, era ancora più una caccia spietata verso la conoscenza e l’intelletto, di cui l’uomo può andare molto fiero. Nell’ideologia new age abbiamo la strega medievale come una donna pagana, che abbracciava gli alberi e pregava una divinità che Leland non aveva ancora inventato. In realtà le streghe morte sul rogo erano sagge, maestre, filosofe, guaritrici, così come lo erano anche gli uomini.
La caccia alle streghe è un fenomeno antropologico che merita la giusta attenzione in un articolo differente da questo.

Aspetti antropologici della Stregoneria
Qui di seguito vi riporto una parte dell’articolo sulla stregoneria tratto da Wikipedia, che merita una riflessione:


Anche alcuni aspetti della medicina primitiva, che agiscono a livello psicologico, riguardano la stregoneria nel senso più ampio del termine, per cui si differenziano dalle pratiche empiriche (cioè dai semplici gesti) seguite dalle genti allo stato di natura: esistono specifici individui (sciamani o medici-stregoni) che si occupano di questi particolari aspetti adottando un rituale tipico della stregoneria. Data la loro funzione di dominare le forze occulte, gli officianti devono essere persone adatte e specificatamente preparate allo scopo, spesso con un tirocinio lungo, duro e complicato; la loro funzione, quando è svolta nell'interesse della comunità, viene considerata come un sacerdozio e lo stregone viene punito se non svolge efficacemente i propri doveri; non di rado la professione viene conservata nell'ambito di un solo clan o trasmessa per via ereditaria. Poiché gli spiriti, secondo le credenze popolari, sono entità bizzarre e complesse, la stregoneria deve avvalersi di pratiche magiche e rituali, spesso incomprensibili agli occhi degli altri, che sono accuratamente determinate in funzione degli scopi e degli spiriti interlocutori: si hanno così rituali per ottenere l'aiuto nelle varie attività umane, rituali per tutte le manifestazioni sociali, rituali per le pratiche richieste dai singoli (malattie, viaggi, nascite).

Al contrario della precedente, la stregoneria intesa come magia nera viene praticata al di fuori del gruppo umano e i suoi officianti non hanno funzioni sacerdotali: questi uomini (stregoni, fattucchieri, ...) sono odiati e temuti e non di rado, se oltrepassano certi limiti, vengono messi a morte. Le loro pratiche, spesso dai profani confuse con quelle descritte in precedenza, si avvalgono esclusivamente della magia e del terrore, indotto con mezzi sia psicologici sia materiali (atti di violenza, veleni, ecc.).

A volte i capi di un gruppo umano ricorrono alla stregoneria per motivi esclusivamente politici e in tal caso lo stregone assume le funzioni sia di sacerdote che di consigliere; questo aspetto è frequente in quei gruppi etnici retti da re divini oppure organizzati in chefferies (ovvero insieme di famiglie che dipendono da un medesimo capo tribale).”

Quando si vuole cominciare un cammino dedito alla Stregoneria
E’ probabile che visto che la stregoneria è tutto e niente, ci si possa trovare spiazzati nel cominciare. Ci sono moltissimi libri validi, altri meno, io consiglio sempre di leggere tutto, perché c’è sempre qualcosa di buono in un libro. Ho avuto molto buone ispirazioni da libri pessimi. Non esiste un modo preciso per cominciare a varcare la soglia. Si comincia semplicemente, il resto viene da sé. Ma è giusto dire che quando si comincia, non si arriverà tanto presto alla meta. Potrà passare una vita intera prima che voi possiate essere effettivamente delle Streghe. Se non vi piace studiare, se non siete curiose, se non avete voglia di apprendere, se pensate che sia facile. Questo non è il cammino che fa per voi.
La stregoneria segue i ritmi naturali della Natura. Per cominciare a vivere da streghe bisogna riscoprire la propria condizione di essere umano nella Natura, di essere umano in quanto animale di specie umana. Molto spesso quando si comincia questo cammino, si pensa subito ad ottenere strumenti, erbe rarissime, ed altre venalità di questo genere. Per prima cosa, io consiglio sempre di riallacciare i propri contatti con madre natura, poi strumenti e chincaglierie varie verranno da sé. Abbracciate per prima cosa una pratica pura. Cominciate a notare i cambiamenti climatici, l’alternasi delle stagioni, dedicatevi alla cura delle piante e osservate il loro ciclo vitale. Una volta comprese le leggi di Madre Natura, è possibile cominciare un cammino spirituale verso di essa. 

Perché le streghe sono donne?
Nell’ideale comunque la donna è stata sempre condannata per essere capace del mistero più grande:la capacità di donare la vita. Nelle Metamorfosi, Apuleio ci narra fa notare come le streghe, in senso positivo e negativo siano femmine. Perché? Personalmente credo perché la donna ha la capacità della creazione, come sappiamo dare la vita, sappiamo creare, e quindi trasformare le energie a nostro piacimento. Ma non tutte le donne sono uguali. Un passo interessante del libro:”Manoscritto Sapienzale Femminile” è quelo che narra appunto che non tutte le donne sono streghe, ma bensì quelle donne dedite alle frivolezze tanto quanto sono dedite alla coscienza. Le donne che son streghe, sono dedite al culto del bello, ma anche alla cose che riguardano la saggezza. Esse sono versatili ed astute. Non si nasce con queste doti, ma con perseveranza possono essere acquisite.  La società moderna ha fatto si che le donne fossero invidiose l’une delle altre per via di un concorrente comune: il maschio. Le donne hanno dimenticato quando sia importante una condivisione con le altre donne, perché solo essere possono capire i propri misteri, meglio ancora se queste donne sono streghe.
Concludo citando una parte del Manoscritto Sapienzale Femminile, parte a me molto cara, forse avrei dovuto aver la premura di tradurlo per voi, ma così facendo verrei meno a quanto ho scritto precedentemente:

Cum temporum obscuritas tam alta fit ut distictionem veri a falso, iusti ab iniusto, pulchri ab turpi, sacri ab vulgari atque nobilis ab ignobili intellegi non permittat, fortasse clare loqui licet, quia tanti intellegere poterit comprehendet.



Bibliografia:
Andrea Romanazzi – La Stregoneria in Italia
Anonima – Manoscritto sapienziale femminile
Dragon Rouge – Striaria
Wikipedia
Anonima – Manoscritto dialettale di una guaritrice di campagna
Vanna de Angelis – Le streghe

Amuleti e Talismani


Amuleti, feticci, gris-gris, portafortuna, mascotte, pentacoli, medaglie reliquie, bijoux, profum, tatuaggi….Tutti questi oggetti hanno in comune il potere di agire sul destino e di proteggere il loro possessore dalle influenze nefaste. Possono essere raggruppati in un termine generico definendoli talismani, ma hanno differenti sfumature.

Alcuni Talismani - Museo delle Tradizioni Popolari, Roma

 I talismani sono oggetti sono oggetti di tutte le specie, anelli, gioielli pietre, pergamene, su quali sono incisi simboli consacrati, o sacri, ed ai quali si attribuiscono proprietà magiche. L’etimologia della parola deriva dall’arabo Tilsan o dal basso greco, Telesma,cioè rituale religioso.
La gente confonde sovente il talismano dall’amuleto. Il primo è  la rappresentazione simbolica della conoscenza e del potere assoluto ai quali l’uomo vorrebbe accedere perché li intuisce, e cerca di racchiuderli in un oggetto secondo i riti e i testi di Magia Rituale (es. rune, segno cabalistici, scelta del metallo in base alla corrispondenza planetaria).
L’amuleto ha caratteristiche più semplici e rudimentali, come un chiodo arrugginito, una zampa di un coniglio, un grillo, un soldo bucato, ed è un feticcio più accessibile e meno complicato.
Rappresenta l’oggetto, la materializzazione dell’inconscio dell’uomo.
Un Talismano è virtualmente analogo ad un amuleto, tuttavia è destinato ad uno scopo preciso: non può arrecare del male.
Essi hanno in generale, carattere astrologico e d esprimono l’influenza dei pianeti.
E’ consigliata la creazione da zero dei talismani solo agli occultisti esperti, poiché un profano potrebbe utilizzare in modo sbagliato gli alfabeti di potere ed i simboli esoterici.

Alcuni esempi di Gris-gris - Museo delle Tradizioni popolari, Roma

Gli amuleti, i feticci e i gris-gris, sono oggetti naturali che neutralizzano le forze malvage. Denti di squalo e conchiglie portati come bracciali o collane, sono oggetti più antichi rinvenuti come forma di talismano. Anelli e chincaglierie in corallo assumono la stessa funzione. Gli anelli, collane, bracciali, sono per sé stessi oggetti di protezione, essendo cerchi, simbolo che per natura è adatto alla protezione. Famoso è l’anello d’oro, che marinai e pirati portano all’orecchio sinistro, è caro tutt’ora nei paesi bretoni nel quale si pensa che allontani le congiure, le malattie ed il rischio di affogare.
Fra i talismani più semplici abbiamo i nodi fatti al fazzoletto di cotone, o più elaborato un fazzoletto con ricamato un corno con aggiunta di pezzi di corallo, che nelle regioni mediterranee viene messo nella culla del neonato per proteggerlo.
I corni in legno o di cervo sono molto usati in Spagna, contro ogni tipo di cattiva sorte, ma conservare su di sé un piccolo pezzetto di metallo può avere lo stesso effetto.

I veri talismani sono più legati alla magia. Questi sono creati secondo specifici rituali che li legano al mondo divino. Le medaglie con rappresentate figure religione o pezzi di reliquia, sono un chiaro esempio di talismano.
Alcuni amuleti o talismani, hanno chiare indicazioni su come e quando debbano essere portati, fra questi, i moti della luna e le case in cui transita, i giorni fasti, condizioni astrologiche precise. Infatti per creare un buon talismano è utile anche conoscere bene l’astrologia.
Il materiale dovrà avere un legame divino:l’oro puro è legato al Sole, l’argento alla Luna, il rame a Venere e così via dicendo.
Ouroboros
Sul talismano verrà incisa una parola sacra o scritta in un alfabeto di potere, può essere essa una frase di un inno omerico, un passo della bibbia, una parola di potere qualsiasi, ma il talismano non deve aver scritto nient’altro sopra che la parola da noi scelta (marchio dell’orafo, sigla del metallo, niente) altrimenti non sarà facile la sua realizzazione. Formule esoteriche come le parole “abracadabra”, “tetragramma ton” etc, vanno scritte racchiuse in quadrati, triangoli o cerchi, a seconda dell’uso. I simboli più utilizzati per i talismani ed i pentacoli sono: i cerchi, i pentacoli, e l’ouroboros.

Gli amuleti hanno tutti una funzione precisa di scongiuro, si portano a titolo preventivo. I porta fortuna hanno un obbiettivo preciso: Come il nome dimostra, essi devono portare fortuna e favorire il destino. I feticci di persone o animali, sono molto personali, essi hanno un valore positivo chiaro solo al loro possessore.
Alcuni oggetti hanno un potere più generale: possederli è una garanzia. I più conosciuti ai nostri giorni è il quadrifoglio, a condizione che si trovi per caso e preferibilmente in luna piena, il ferro di cavallo, la coda di lucertola, un pelo di elefante, una piuma di scricciolo.



Scongiuri con le mani
Chiromanzia

La mano di per sé ha un potere enorme, essa ci ermette di realizzare oggetti, come cibo per nutrirci, abiti per vestirci e anche curare il prossimo. Senza l’uso delle mani e del pollice opponibile non avremmo avuto la capacità di sviluppare le nostre facoltà.
Nelle tradizioni esoteriche sia la mano destra che quella sinistra hanno poteri differenti, ma ogni dito corrisponde ad un pianeta, così come ogni parte del palmo ha un suo valore magico.
Per questo fare alcuni gesti può allontanare o attrarre le energie che ci circondano.
La mano di Fathma, è molto usato in Oriente, in quanto utile per le capacità divinatorie. La mano-fica o higo basque, ovvero una mano il cui pollice è fra l’indice ed il medio allontana i demoni così come la mano cornuta. Il pugno chiudo con indice e mignolo alzati, allontanano lo scongiuro che è stato appena lanciato.

Cosa rappresentare nel talismano

Il talismano prima di tutto deve rappresentare l’energie che vogliamo evocare, potrebbe essere rappresentato su di esso per esempio un simbolo, come quello di un pianeta, oppure una precisa scritta in un alfabeto di potere (runico, ogham, ebraico etc.). Non esiste un modo giusto o sbagliato per realizzare un talismano basta che i vostri simboli procedano secondo una logica. Per scegliere cosa rappresentare potrete consultare un dizionario dei simboli, anche per vedere che tipo di energie sono associate ad un simbolo che voi avete particolarmente a cuore.

Come scegliere un amuleto

Essendo appunto un amuleto una rappresentazione dell’energie che volete evocare o contrastare, l’amuleto deve avere la forma o dev’essere l’oggetto che lo evoca. Potrete usare un chiodo come amuleto per proteggere voi stesso o la vostra casa. Potete portare al collo una chiave per evocare i suoi significati alchemici. Potete portare addosso un pezzetto di corteccia di quercia per aiutarvi nella saggezza.
Non dimenticate che spesso alle divinità sono associate piante ed animali, fate di questi i vostri amuleti per avere un legame più stretto verso la vostra divinità o il vostro spirito guida. 



Bibliografia: 

S.Lasne, A.P. Gaultier - Dictionnaire des Superstition
AA.VV - Amuleti e Talismani
AA.VV- Dictionnaire des symbols

venerdì 11 febbraio 2011

Dea della Luna

Finalmente ho finito. Ho finito la mia effige per l'altare. Ci ho messo un bel po', specie col pirografo bollente che mi ha distrutto completamente le dita. Cosa rappresenta? All'inzio pensavo alla triade Diana, Selene ed Hecate. Ma poi ha deciso lei cosa essere, semplicemente la rappresentazione della Luna.
Nel mio cammino nella tradizione italiana, o forse meglio dire, nella tradizione della magia popolare delle regioni italiane, ho riscontrato questo amore per Leland, Aradia e così via dicendo. Premettendo che penso che ci sia una duplice interpretazione del testo di Leland, l'archetipo della Luna, qualsiasi sia la divintà che la rappresenta rimane lo stesso. Quindi ho rappresentato una donna, poichè nella nostra cultura la Luna è associata al femminino, e ne ho rappresentate le tre fasi, sono cosciente di non aver messo la Luna Nera, ma penso che la Luna Nera abbia una significato a sè, del quale adesso non è tempo parlare.

sabato 5 febbraio 2011

Pulizie di Imbolc

Dopo tanti ripensamenti, e soprattutto, tanta polvere, ho deciso di risistemare il mio piccolo altare, avevo deciso di tenere tutto, perchè tutto quel caos faceva parte del mio cammino. Ma nonostante sia una libreria di tre piani era diventata un caos allucinante e non sapevo più quale candela, piattino, incensiere era dedicato a chi. Quindi pulizia di tutto!
Mancano ancora alcune effigi che sto preparando io stessa, ancora non so con quale tecnica. Manca il pentacolo, anche quello in cantiere....
Ma sono davvero soddisfatta del mio nuovissimo e bellissimo altare.

mercoledì 12 gennaio 2011

Superstizione Antonioni cortometraggio


Vi propongo questo cortometraggio di Michelangelo Antonioni, alla ricerca delle tradizioni "stregonesche" del Sud Italia

sabato 8 gennaio 2011

Manifesto della Vecchia Religione

I
Come praticanti della Vecchia Religione riteniamo fuori luogo qualsiasi altra definizione o denominazione diversa da quella da noi espressa.
II
Come praticanti della Vecchia Religione ci riconosciamo come politeisti ma non come pagani.
III
Come praticanti della Vecchia Religione riconosciamo l'importanza dell'essere e l'inutilità dell'apparire.
IV
Come praticanti della Vecchia Religione riconosciamo l'esistenza di due realtà una interiore e una esteriore.
V
Come praticanti della Vecchia Religione siamo consapevoli che solo riscoprendo la realtà interiore riusciremo a goderci meglio la realtà esteriore senza mortificare nessuna delle due.
VI
Come praticanti della Vecchia Religione siamo interessati allo studio delle nostre origini ma riteniamo più proficuo concentrarci sul nostro presente per costruire il nostro futuro.
VII
Come praticanti della Vecchia Religione non siamo contro le altre religioni, semplicemente esprimiamo solo scelte diverse.
VIII
Come praticanti della Vecchia Religione crediamo in una realtà individuale strettamente soggettiva in luogo ad una realtà comune di tipo oggettivo.
IX
Come praticanti della Vecchia Religione crediamo in una morale individuale strettamente soggettiva in luogo ad una morale comune di tipo oggettivo.
X
Come praticanti della Vecchia Religione scegliamo di vivere una esistenza volta all'autorealizzazione in luogo ad una esistenza volta ad un progressivo autoannientamento della persona.
XI
Come praticanti della Vecchia Religione pratichiamo una religione finalizzata al benessere della nostra persona e della nostra esistenza.
XII
Come praticanti della Vecchia Religione pratichiamo una filosofia di vita finalizzata al benessere della nostra persona e della nostra esistenza.
XIII
Come praticanti della Vecchia Religione pratichiamo tecniche esoteriche finalizzate al benessere della nostra persona e della nostra esistenza.


Opera: Dragon Rouge

La Vecchia Religione


La Vecchia Religione è una religione in quanto riconosce oltre alla sfera terrena, anche la presenza di una realtà spirituale popolata da potenze superiori all'uomo, che noi consideriamo come Divinità, con Le quali è possibile entrare in contatto e stringere un legame di reciproca alleanza onde ottenerne dei benefici intesi nel senso più ampio del termine.

Tuttavia la nostra non è solo una religione ma anche uno stile di vita e di pensiero finalizzato al benessere e allo sviluppo del nostro naturale potenziale interiore.

La nostra concezione del Divino è Politeista, mentre invece le nostre pratiche esoteriche derivano in gran parte dallo Sciamanesimo.

Lo Sciamanesimo non è una religione, bensì un corpus di Arti che permettono allo Sciamano di entrare in contatto con una realtà molto diversa da quella che normalmente quasi tutte le persone sono solite conoscere.

E' in questa realtà non-ordinaria che è possibile entrare in comunione con delle forze che noi riconosciamo come Divinità e maturare una serie di nuove esperienze che possono donarci ciò di cui abbiamo bisogno.


Opera di: Dragon Rouge

Definizione di Stregoneria

Ad esempio presso le religioni monoteiste le pratiche stregonesche sono state etichettate in maniera spregiativa, considerate distinte dalla religione vera e propria in quanto, sempre dal punto di vista dei monoteismi, collegata a forze occulte che l'officiante (strega) cerca di dominare e di utilizzare per i propri fini.

Invece ad esempio dal punto di vista del neopaganesimo il termine stregoneria è stato rivalutato ed usato per indicare quelle pratiche antichissime (soprattutto rurali), che sopravvissero all'avvento dei monoteismi ed all'estirpazione violenta degli antichi culti pagani e che in seguito vennero perseguitate con forme di violenta intolleranza come la caccia alle streghe.

Inoltre nel vocabolario comune il termine viene spesso usato in senso figurato (soprattutto nei modi di dire) per indicare un'azione o realizzazione che appare prodigiosa, ma di cui si è portati a diffidare, ad esempio "le stregonerie della chimica".

Il termine deriva dal latino strix con cui si indicava un rapace notturno (lo strige o barbagianni) dal verso acuto (da cui il nome), che le leggende popolari accusavano (erroneamente) di succhiare il sangue delle capre. A questo uccello venne associata successivamente la strega una donna che prevedeva il futuro e praticava la magia e che, secondo gli autori cristiani, aveva affari con il diavolo, perciò venne considerata malvagia e le sue pratiche definite come stregoneria.

Tipologie
La stregoneria può essere considerata una particolare branca della magia. Essa però assume forme e significati diversi a seconda del contesto (storie, miti, favole o leggende) in cui essa è presente.

In senso stretto e soprattutto un tempo, si confondeva la stregoneria con la magia nera, ma il termine viene ormai largamente usato per indicare tutti quegli interventi nella vita di un gruppo umano tendenti a dare il benessere (oppure il male) e a rendere propizie (oppure ostili) le forze naturali, sia per un singolo sia per tutto il gruppo umano.

Il primitivo e negativo significato di stregoneria è stato definito intorno all'Alto Medioevo dalla Chiesa, che considerava coloro che la praticavano (o anche presunti praticanti) esseri malvagi in contatto con Satana. Questo significato, largamente diffuso anche nei secoli successivi, è stato contestato dai movimenti neopagani nel XX e XXI secolo.

La stregoneria legata ai moderni culti neopagani viene infatti interpretata come celebrazione della natura attraverso una nuova esaltazione del culto della Dea Madre (Terra e/o Luna e le varie personificazioni del divino femminile) e del Dio Padre e Figlio (il dio Sole e/o le varie personificazioni del divino maschile), soprattutto attraverso alcuni rituali che implicano l'utilizzo della propria magia per scopi personali, altruistici o quotidiani. In senso stretto essi sono soprattutto una riscoperta e reinterpretazione di antichi culti della fertilità e di tipo sciamanico, accompagnati da pratiche magiche o teurgiche che derivazione spesso dall'esoterismo e dall'occultismo ottocenteschi. In questo caso i praticanti seguono la Stregoneria Tradizionale (quella Italiana chiamata "Stregheria") o la Stregoneria Moderna.

Aspetti antropologici

Anche alcuni aspetti della medicina primitiva, che agiscono a livello psicologico, riguardano la stregoneria nel senso più ampio del termine, per cui si differenziano dalle pratiche empiriche (cioè dai semplici gesti) seguite dalle genti allo stato di natura: esistono specifici individui (sciamani o medici-stregoni) che si occupano di questi particolari aspetti adottando un rituale tipico della stregoneria. Data la loro funzione di dominare le forze occulte, gli officianti devono essere persone adatte e specificatamente preparate allo scopo, spesso con un tirocinio lungo, duro e complicato; la loro funzione, quando è svolta nell'interesse della comunità, viene considerata come un sacerdozio e lo stregone viene punito se non svolge efficacemente i propri doveri; non di rado la professione viene conservata nell'ambito di un solo clan o trasmessa per via ereditaria. Poiché gli spiriti, secondo le credenze popolari, sono entità bizzarre e complesse, la stregoneria deve avvalersi di pratiche magiche e rituali, spesso incomprensibili agli occhi degli altri, che sono accuratamente determinate in funzione degli scopi e degli spiriti interlocutori: si hanno così rituali per ottenere l'aiuto nelle varie attività umane, rituali per tutte le manifestazioni sociali, rituali per le pratiche richieste dai singoli (malattie, viaggi, nascite).

Al contrario della precedente, la stregoneria intesa come magia nera viene praticata al di fuori del gruppo umano e i suoi officianti non hanno funzioni sacerdotali: questi uomini (stregoni, fattucchieri, ...) sono odiati e temuti e non di rado, se oltrepassano certi limiti, vengono messi a morte. Le loro pratiche, spesso dai profani confuse con quelle descritte in precedenza, si avvalgono esclusivamente della magia e del terrore, indotto con mezzi sia psicologici sia materiali (atti di violenza, veleni, ecc.).

A volte i capi di un gruppo umano ricorrono alla stregoneria per motivi esclusivamente politici e in tal caso lo stregone assume le funzioni sia di sacerdote che di consigliere; questo aspetto è frequente in quei gruppi etnici retti da re divini oppure organizzati in chefferies (ovvero insieme di famiglie che dipendono da un medesimo capo tribale).
Pratica e diffusione [modifica]

La stregoneria, intesa come pratica magica, è praticata in tutto il mondo; nel significato etnologico è forma diffusa soprattutto in Africa, sebbene non sia rara in America, in Oceania e in casi circoscritti in Asia.

Nel mondo occidentale, dal 1951 si possono identificare elementi di stregoneria, intesa come culto, nella Wicca ed altri culti neopagani, molto diffusi nei paesi europei ed anglosassoni e meno in Italia. Va sottolineato che nessuno dei due gruppi è in relazione con il satanismo, con le messe nere o con i sacrifici cruenti. Pertanto è altamente scorretto accostare al giorno d'oggi il termine stregoneria a gruppi come i Satanisti Razionalisti, esistenti nella Chiesa di Satana americana o, in Italia, Bambini di Satana.


Iconografia


Sul finire del Medioevo il mondo dell'arte cominciò ad interessarsi alla stregoneria in modo crescente, probabilmente in concomitanza con la diffusione di fobie antistregoniche generate dalla battaglia contro le eresie condotta dall'Inquisizione. Stando agli studi approfonditi di Giordano Berti si possono individuare varie correnti iconografiche, distinguibili secondo l'epoca e l'area geografica. Tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento si evidenzia una tipologia mediterranea, ispirata ad opere letterarie classiche, e una tipologia germanica derivante dalla commistione della tradizione biblica e di miti germanici. Tra gli autori di quel tempo spiccano i cicli stregoneschi incisi dai tedeschi Albrecht Durer e Hans Baldung Grien; per il Seicento vanno ricordati, per la consistente serie di opere sul tema, almeno l'italiano Salvator Rosa, i fiamminghi David Teniers e Frans Francken. Un forte impulso alla definizione dell'immagine della strega venne dai manuali ad uso degli inquisitori, grazie ai quali si diffusero le più svariate fantasie sul volo magico, sul Sabba e sui riti negromantici. A partire dal Settecento l'iconografia delle streghe diventò progressivamente meno cruenta, e quelle che prima erano dipinte come seguaci di Satana cominciarono ad essere dipinte come guaritrici di campagna, prosecutrici di antichi riti agresti, più tardi, anche come donne affette da problemi psichici. Un caso a se stante è quello di Francisco Goya, che nelle sue numerose raffigurazioni stregonesche, sia incisioni sia dipinti, volle censurare allo stesso tempo l’ignoranza del popolo e l’ipocrisia dei potenti. Nel primo Novecento la stregoneria diventò allegoria delle forze oscure che si stavano addensando sull'Europa; si vedano ad esempio le opere di Paul Klee e Alfred Kubin. Poi, sul finire del secolo prese vigore un'immagine più positiva, legata alla Pop Art e al Neo-simbolismo, che vedeva la strega come rinnovatrice di antichi culti femminili.


Fonte: Wikipedia

Definizione di Vecchia Religione, o Stregoneria italiana

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La Vecchia Religione anche chiamata Stregoneria Italiana o Stregheria, è una religione politeista nativa dell'Italia, è rinata principalmente per opera dell'antropologo Charles Godfrey Leland che intervistò gente della vecchia Italia che si dichiarava strega (come evidenziato nei suoi libri Etruscan Roman Remains in Popular Tradition e, specialmente, Aradia, o il Vangelo delle Streghe).

La Vecchia Religione fa parte della Stregoneria Tradizionale, e, a differenza di quanto si crede, non è una tradizione della Stregoneria Moderna. La pratica include la celebrazione di feste stagionali, rituali magici e riverenza per gli Dei, gli Antenati e gli Spiriti della propria Tradizione.[1] A detta dei suoi praticanti avrebbe varie Tradizioni molto spesso conosciute solo da coloro che ne fanno parte.

Teologia

Gli Dei

Come già accennato la Vecchia Religione è politeista, e a seconda delle Tradizioni le Divinità possono cambiare anche considerevolmente. Tuttavia è quasi onnipresente in tutte la figura di Diana, a volte come unica deità ad essere adorata mentre più spesso accompagnata da altre Divinità come Lucifero , Apollo, Erodiade, Giano, Pan, Diano, Mefite, Ecate, Maimone, Dioniso, Bacco e molti altri.

Gli Spiriti


Molti praticanti credono e spesso venerano gli Spiriti della Natura e quelli dei propri Antenati, a volte chiamati Lari o Lasa.Alcune Tradizioni inoltre adorano, per influenza del sincretismo cristiano, anche i Santi cattolici.


Vita oltre la morte


La concezione di vita dopo la morte è molto libera, può spaziare da un aldilà non ben definito alla reincarnazione, normale o solo nella propria famiglia, a quella di rinascere come praticante e/o di diventare uno Spirito della Natura. Una tale leggerezza nella concezione di oltretomba si può facilmente comprendere con la pratica del viaggio sciamanico in cui il praticante fa una personale esperienza del Mondo degli Spiriti.


Pratiche


La Vecchia Religione celebra alcuni giorni, chiamati Sabba: otto Feste del Fuoco e le Feste dell'Acqua, le Lune Piene.[ La maggioranza dei praticanti della Vecchia Religione crede che la magia possa avere effetti sulla realtà e molti la praticano. Oltre alla venerazione degli Dei vi è spesso quella degli Antenati, degli Spiriti e a volte dei Santi. Alcuni clan praticano la loro religione senza vestiti. In antichità veniva usato un unguento composto da piante stupefacenti, derivante dallo sciamanesimo, che consentiva un vero e proprio viaggio con lo spirito. Per evitare danni cerebrali dovuti all'assunzione di tali droghe alcuni praticanti usano al posto dell'unguento la meditazione o altre pratiche che permettano lo stato di trance. Inoltre vengono eseguiti esercizi sui sogni, viaggi astrali e divinazioni e/o pratiche oracolari.

Tradizioni


La Vecchia Religione, come già spiegato, ha diverse tradizioni, ma la più conosciuta è quella descritta in Aradia, o il Vangelo delle Streghe, dove il Culto delle Streghe si concentra sulla figura della Dea Diana e del suo figlio, fratello e consorte Lucifero, descritto come Divinità Solare. Il testo ci racconta che Diana, vedendo gli uomini poveri continuamente oppressi dai ricchi e dal clero cattolico, inviò la sua Figlia Divina Aradia (Erodiade) sulla Terra, per liberare la gente dalla schiavitù e far rifiorire la Vecchia Religione. Nel libro esso si presenta come un culto lunare, concentrato sulla Celebrazione delle Lune Piene, dove vengono fatte preghiere, canti, danze e banchetti con del pane e del vino a Diana. Con l'avvento della traduzione in italiano di Aradia o il vangelo delle streghe, la spinta alla ricerca delle tradizioni stregonesche italiane si è fatta via via sempre più forte. Sono stati fatti alcuni studi riguardo ad esse, da autori come "Andrea Romanazzi", "Luigi Boccia", "Antonio Daniele", "Donato Bosca" e molti altri. Oltre a studi, sono stati pubblicati altri titoli, dedicati questa volta ai praticanti, come la triologia de La Vecchia Religione di "Dragon Rouge", e sempre dello stesso autore anche i libri L'Antica Stregoneria Italiana e Striaria, Grimorio di stregoneria rituale , inoltre famosi sono anche Il Sabba italiano di "Sheanan" e "ArdathLili" e Fronde dell'antico noce di "Ottavio Spinelli" e "Laura Vatta".


La storia della Vecchia Religione


Il politeismo probabilmente rappresenta la prima forma di religiosità che si è sviluppata spontaneamente su questo pianeta, e per millenni è stato praticato dai popoli di ogni angolo della terra.

Il politeismo rappresenta la religione degli Antichi Dei, la religione naturale degli esseri umani, ad essa precede di migliaia di anni la nascita delle prime forme di monoteismo.

Dopo l'avvento del Cristianesimo in Europa, questa religione, non avendo un nome, cominciò ad essere chiamata dai suoi seguaci con l’appellativo di “Vecchia Religione”, in memoria delle sue antiche origini, ma anche per diversificarla dalla Nuova Religione dominante.

Tuttavia questo termine rimase confinato per numerosi secoli solo ed esclusivamente in tale ambito, in quanto la Nuova Religione dominante percepì la “vecchia” come diabolica, [8] per ovvi motivi, perseguitandola sistematicamente con una inaudita violenza sin dal suo insediamento, nel momento in cui il cristianesimo venne imposto come religione “ufficiale” dell’impero romano, grazie all’editto di Costantino del 324.

Inizialmente tacciata come “pagana” ( dove pagano è da riferirsi al termine latino pagus con riferimento al significato di agreste nella accezione spregiattiva , come non civilizzato , in opposizione alla parola civitas città civiltà, quindi civilizzato ) , ovvero come una religione non cristiana, dunque indegna di esistere, dopo l’anno 1000 la Vecchia Religione venne definita dalla cristianità come "stregoneria", passando alla storia come un culto del diavolo a cui le streghe rendevano omaggio, compiendo ogni sorta di nefandezze e malefatte in suo nome.

Secondo la logica intollerante concepita e diffusa dalla Nuova Religione dominante, qualsiasi Divinità diversa dal Dio di Abramo doveva essere per forza il diavolo e, per tale motivo, il Culto degli Antichi Dei doveva essere completamente distrutto e con ogni mezzo.

Dopo il 1700 in Europa la Vecchia Religione sembrava essere stata del tutto annientata.

Tuttavia, nonostante 1300 anni di sistematiche persecuzioni e di rastrellamenti condotti anche per secoli e su larga scala, così non fu .


Il risveglio della Vecchia Religione

L'inizio di un lento e graduale risveglio della Vecchia Religione europea cominciò a manifestarsi verso la fine del 1800, grazie ai contributi letterari forniti dalle opere di Charles Godfrey Leland, in particolare da Aradia or the gospel of the witches, pubblicato a Londra nel 1899, testo che indubbiamente segnò l’inizio di un nuovo avvento che trovò il suo compimento solo poche decine d’anni dopo, quando, nei primi decenni del 1900, l’antropologa Margaret A. Murray riuscì a ricostruire parzialmente la storia della Vecchia Religione in Europa.

Strappata così dall’oblio e dalla dimenticanza in cui la Vecchia Religione era stata relegata negli ultimi secoli, il suo definitivo risveglio non tardò a manifestarsi.

Il risveglio della Vecchia Religione Italiana

La Vecchia Religione è presente in Italia da tempo memorabile, tuttavia prima del 2004 essa sostanzialmente è rimasta circoscritta solo nell’ambito di poche decine di persone che non hanno mai amato rendere nota la loro presenza e che pertanto sono sempre rimaste radicate nell’ombra.

È corretto dunque affermare che nell’ambito della Neostregoneria e della Wicca Italiana, prima del 2004, la Vecchia Religione altro non era che una “parola”, ma nulla di più, mancando la possibilità, per coloro che non facevano parte di questi circoli sotterranei, di attingere ogni altra possibile informazione a riguardo.

La svolta avviene invece nell’ottobre del 2004, con la pubblicazione del libro: La Vecchia Religione, scritto da Dragon Rouge.

Tramite questo libro infatti, a cui poi ne seguiranno altri, la Vecchia Religione Italiana risorge e riemerge pubblicamente, decuplicando il numero dei suoi praticanti, o delle persone verso di essa orientate, nel giro di soli due anni.

La Vecchia Religione Italiana oggi è presente probabilmente in tutte le regioni italiane, in particolar modo in Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Sicilia, che contano la presenza di un numero significativo di persone ad essa dedite.[2]

L’odierna Vecchia Religione Italiana descritta da Dragon Rouge non è una continuazione di quella del passato, ma una sua moderna reinterpretazione, completamente restaurata, per essere correttamente riadattata alla nostra epoca e ricollocata nella giusta dimensione spazio temporale,[5] all’interno della nostra società. Essa pertanto rappresenta il suo nuovo volto.

Fonte: Wiki

Wicca e Stregoneria

C'é molta confusione in giro, spesso per coloro che sono nuove o estranee alla Stregoneria ed alla Wicca. Tante volte quando mi viene chiesto "Sei Wiccan?" ed io rispondo "No, sono una Strega" la mia affermazione viene seguita da uno sguardo perplesso di chi ha posto la domanda. La stregoneria è un modo di vita, quando sei una strega, si pratica la stregoneria, è come se fosse il nostro  "mestiere". Quando si appartiene a un movimento religioso che solitamente seguono un dio / dea, questa è la Wicca.
Nei tempi antichi essere Strega era un vero e proprio mestiere; La strega aiutava su richiesta le persone usando i suoi poteri medianici, magici e fisici.
 Qui di seguito mettero' le differenze fra Wicca e Stregoneria stilate da Dragon Rouge, autore italiano della tradizione Striaria.
Quanto segue ha il puro e semplice scopo di voler illustrare alcune delle principali differenze tra la Vecchia Religione, di cui ho narrato nell’omonima trilogia, e la Wicca anglosassone che si è diffusa in Italia attraverso una letteratura dedicata, principalmente proveniente dagli Stati Uniti.

Gli autori wiccan che ho preso in considerazione per fare questa coincisa analisi sono: Gerald Gardner (Wicca Gardneriana), Raymond Buckland (Seax Wicca), Phyllis Curott (Tempio di Ara), Starhawk (Reclaiming), Ed Fitch (Wicca Gardneriana) Scott Cunnigham, Silver RavenWolf.

1) Gli Antichi Dei della Vecchia Religione sono Entità spirituali reali, non qualcos’altro. Ciò è verificabile sperimentando attivamente il Culto.

2) La Vecchia Religione non ha subito influenza alcuna dalla Golden Dawn, dall’Ordo Templi Orientis, dalla Teosofia, dalla Massoneria e dalle spiritualità e filosofie orientali.

3) La “Legge del Tre” non è contemplata nell’ambito della Vecchia Religione.

4) La “Legge del Rede”, o regola d’oro, non è contemplata nell’ambito della Vecchia Religione che professa il libero arbitrio.

5) La Vecchia Religione si caratterizza come pratica individuale e solitaria, la pratica di gruppo non è ritenuta così importante come invece avviene nella Wicca. Coloro che vogliono organizzarsi possono farlo liberamente, semplicemente riadattando i rituali.

6) Nella Wicca viene data molta enfasi agli Elementi, nella Vecchia Religione invece viene data enfasi allo Spirito (che domina gli Elementi). Di conseguenza nella Vecchia Religione non si lavora con gli Elementi, non si chiamano i Guardiani dei 4 punti cardinali, che nella Vecchia Religione non esistono.

7) Nella Vecchia Religione non ci sono le 4 torri o quarti o angoli o quadranti, nella Vecchia Religione c'è l'ovunque che va oltre le 4 direzioni. L’ovunque va oltre le 6 coordinate riscontrabili talvolta nello sciamanesimo (4 direzioni + Terra + Cielo). Gli Spiriti sono ovunque, non in qualche posto particolare piuttosto che un altro.

8) Nella Wicca spesso viene data molta enfasi alla Magia, nella Vecchia Religione invece viene messo in primo piano il Culto e il suo percorso iniziatico volto allo sviluppo del potenziale spirituale e umano della persona, in ottemperanza alla massima: "solo i forti (di spirito) sopravviveranno". L’accesso all’Arte è un passo successivo, dunque secondario. Se vuoi edificare una casa non puoi pretendere di voler partire dal tetto, devi prima di tutto costruire delle solide fondamenta.

9) Nella Vecchia Religione tutto ruota intorno alla medianità e alle capacità medianiche che la persona deve sviluppare per poter accedere al mondo degli spiriti o aldilà.

10) Nella Vecchia Religione si pratica l'evocazione, nella Wicca non mi risulta, ma si parla spesso invece di invocazione, nonostante solo raramente si tratti (tecnicamente) di vere e proprie invocazioni.

11) Nella Vecchia Religione viene contemplato prevalentemente un pantheon di Divinità originarie della nostra terra, legato alle tradizioni etrusche e romano-elleniche.

12) La Vecchia Religione non utilizza pratiche di magia cerimoniale, non essendo stata minimamente influenzata dagli ordini esoterici citati nel punto numero 2.

13) La Vecchia Religione non ha un rituale specifico per celebrare il plenilunio, la Wicca spesso invece si. Nella Vecchia Religione un plenilunio è un plenilunio, non vi è alcuna distinzione come può essere in alcune correnti (non in tutte) della Wicca in cui si parla di luna del lupo, luna della lepre, luna della neve, ecc.

14) Le 8 Feste del Fuoco della Vecchia Religione e della Wicca coincidono ma solo come date. La Vecchia Religione non contempla la mitologia osservata dalla Wicca (la Dea partorisce un figlio al solstizio d’inverno, ecc, ecc). Inoltre i modi di celebrare ognuna di queste Feste non si assomigliano per niente, sono veramente molto diversi tra loro.

15) La Vecchia Religione contempla la RE-incarnazione NON come un premio o un destino certo per tutti indistintamente e indiscriminatamente, MA come una possibilità che può essere data ad alcuni trapassati in funzione di determinati scopi. Il karma, l'evoluzione spirituale tramite cicliche reincarnazioni e tutti questi concetti e credenze che si sono sviluppati nell'ambito delle religioni orientali non li condividiamo e non fanno nemmeno parte della nostra cultura e del nostro trascorso storico.